Se avete deciso di viaggiare in Costiera Amalfitana, e volete scoprire tutto sulle sue storie e tradizioni, non potete non soffermarvi sulla storia della carta di Amalfi e visitarne la cartiera.

In generale, la scoperta della carta, come da tradizione è attribuita ad un primo ministro cinese che si trovava sulle rive di uno stagno accanto ad una lavandaia che stava sciacquando panni molto logori. I panni si sfilacciavano e le fibre si raccoglievano in un angolo dello stagno formando come un velo. Il ministro le raccolse e le mise ad asciugare sull’erba. Appena il velo di fibre cominciò a seccarsi il ministro osservò che era morbido ma aveva una certa compattezza e capì che era possibile scriverci sopra

Come ha fatto quindi la carta ad arrivare fino ad Amalfi, diventando una produzione così famosa?

Dall’Oriente la carta giunse in Arabia e Amalfi che era la più antica fra le repubbliche marinare aveva forti scambi commerciali con il mondo arabo nel Medioevo. Amalfi aveva depositi di merci in Siria e sulle coste della Palestina dove si trovavano i maggiori centri della produzione della carta.

Il procedimento per realizzare la carta rimase lo stesso identico per secoli, spetta alle popolazioni italiane il merito di averlo perfezionato e meccanizzato sia pur con mezzi rudimentali a vantaggio dei costi e della produzione. Ancora oggi Amalfi e Fabriano si contendono il primato di aver introdotto per primi la carta in Europa.

Come materia prima i cartari utilizzavano il lino, la canapa, i cenci che venivano sbiancati, sfilacciati e ridotti in poltiglia da magli chiodati azionati da mulini ad acqua. La poltiglia veniva filtrata da telai con fili di bronzo ed ottone che avevano in filigrana gli stemmi delle antiche famiglie nobiliari.

Ogni foglio veniva girato sul un panno di lana e ricoperto da un altro panno ed erano accatastati tutti insieme, poi venivano pressati per togliere tutta l’acqua e messi ad asciugare. Ogni cartaro conservava gelosamente le sue formule, i suoi procedimenti i suoi segreti.

paper mill amalfi

Dire oggi “Carta di Amalfi”, equivale a dire Cartiera Amatruda, l’unica realtà produttiva attualmente in grado di assicurare alla città la continuità della fabbricazione di una carta di alta qualità che con la sua storia ha valicato i confini locali diventando famosa in tutto il mondo.

La cartiera entrò in crisi negli anni ’50 in poi perché la “Carta a mano”, valutata secondo i nuovi standard produttivi, appariva ora come “difettosa”: i lati intonsi, il suo non essere perfettamente liscia. A ciò aggiungiamo poi gli alti costi di trasporto che avveniva a spalla e l’impossibilità di ampliare i locali di produzione per ospitare nuovi macchinari.

Anche per la Cartiera Amatruda, l’unico scenario futuro possibile sembrava essere quello della chiusura; ma così non la pensava il Maestro Cartaro Luigi Amatruda, che ebbe all’epoca l’intuizione di “tornare all’antico”: fabbricare un tipo di carta che avesse tutti i requisiti della carta a mano (lati intonsi, grana del foglio, trasparenza, morbidezza, ecc.) realizzata però con il supporto di una muova macchina per la carta.

Così finalmente arrivò una commessa da parte dell’editore Mardersteig (già stampatore di D’Annunzio) e dal quel momento la cartiera Amatruda produce la sua carta per importanti progetti editoriali.

Nel 1979 Luigi Amatruda muore all’età di 66 anni, e in questa delicata fase storica entra in gioco, Rosa, moglie di Luigi, che guiderà la cartiera per circa un decennio, lasciando gradualmente la successiva conduzione alle due figlie Teresa e Antonietta. Per lungo tempo si parlerà infatti di Amatruda come de “La Cartiera delle Donne”. Al fianco delle sorelle Amatruda è già oggi il “futuro” dell’azienda, Giuseppe figlio di Teresa.

Le commesse di particolare prestigio proseguono per la Cartiera Amatruda anche negli anni 2000: è stata sempre la carta dei re, delle grandi case editrici, delle stampe artistiche, dei documenti di pregio.

Ancora oggi viene prodotta la carta “a mano” , come si faceva nel 1200/1300, ovviamente senza l’utilizzo degli stracci ma utilizzando cellulosa o cotone; la prima è adottata prevalentemente per la produzione di carta da lettera, partecipazioni e per carta ad uso grafico, mentre il cotone, che ha un costo più elevato, maggiore morbidezza ed è dunque un materia prima di maggior pregio, la si impiega prevalentemente nell’ambito editoriale o per usi grafici specifici come l’acquarello.

Una produzione, quella degli Amatruda, che avviene nel pieno rispetto della fragile bellezza del contesto ambientale circostante, adottando un “giro delle acque” necessarie alla lavorazione, pressoché chiuso, al 90%, riutilizzando quindi le acque bianche: di fatto non impattando sull’ambiente circostante, non utilizzando materie inquinanti in nessuna fase del ciclo produttivo.

La Cartiera Amatruda è viva testimonianza dello straordinario patrimonio artigiano storico e culturale legato alla Città di Amalfi e del suo rappresentarsi al mondo, e non può mancare nelle vostre visite da fare quando siete in Costiera Amalfitana.

Il museo della carta di Amalfi e la visita della cartiera, sono un’esperienza didattica unica e affascinante, che saremo felici di aiutarvi ad organizzare quando sarete all’Hotel Aurora, producendo anche con dei laboratori in loco, la vostra carta di Amalfi.

Scrivici subito per avere tutte le informazioni per la tua visita alla cartiera o per organizzare il tuo workshop in hotel: info@aurora-hotel.it

 

 

“Un foglio di carta avoriato, dai bordi intonsi, ha un’anima e una voce che è eco del passato. Evoca l’incontro sapiente dell’acqua con le fibre e prezioso diventa per chi ama appena fermarsi a concedere spazio alla riflessione, alla poesia, all’arte”