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Il miracolo di Sant’Andrea

27 giugno, la festa del Santo Patrono

Questa leggenda è ambientata nel periodo più florido di Amalfi, quando le vestigia del corpo di S. Andrea erano già state traslate da Patrasso, in Grecia, alla cittadina costiera.

Si narra che in una cupa notte del Medioevo, il pirata saraceno Ariadeno Barbarossa sferrò un poderoso attacco alla città di Amalfi con lo scopo di saccheggiarla e distruggerla. Le sentinelle diedero l’allarme dalle torri di avvistamento e i cittadini, presi dal panico, avevano intenzione di fuggire. Alcuni fedeli però si recarono sulla tomba dell’Apostolo, a implorare e pregare insieme il miracolo.

Quando già la sfiducia li aveva pervasi e i pirati erano arrivati, un fortissimo vento si levò, e trascinò i filibustieri al largo. A questo punto un tuono squarciò e un fulmine si abbattè in mare. Gli elementi atmosferici si accanirono sulle navi. Pioggia, vento e mare distrussero e affondarono l’armata nemica e lo stesso Ariadeno Barbarossa perse la vita.

La città era salva, i popolani inneggiarono canti al Signore e al Santo Protettore perché li aveva salvati.

Ogni anno il 27 di giugno, Amalfi festeggia San Andrea, il patrono della città, con una emozionante processione e un coloratissimo spettacolo di fuochi artificiali.

Miti e leggende
Relax
3
Socialità
5
Adrenalina
3
Personalizzazione
4
Difficoltà
1